
SALENTO TYPICAL FOOD
L'estetica Bauhaus applicata all'enogastronomia salentina: un progetto di packaging dove il prodotto diventa pattern. Tra geometrie decise e colori mediterranei, la confezione si distingue per chiarezza e stile, grazie a un sistema di icone razionalista che guida il consumatore nella scelta.
Cliente
Salento Typical Food
Servizi
Il contesto: prodotti tipici che sullo scaffale si somigliano tutti
L'enogastronomia salentina ha un linguaggio visivo consolidato e quasi obbligatorio: fondo avorio, corsivo inclinato, fotografia del prodotto in controluce, magari un ulivo sullo sfondo. Funziona come segnale di autenticità e smette di funzionare nel momento esatto in cui lo adottano tutti, perché a quel punto nessuna confezione si distingue dalla vicina.
Salento Typical Food voleva una linea di scatole regalo per taralli, rustici, cotognata e vino. Il problema da risolvere non era comunicare la tradizione — quella è nel prodotto — ma farsi vedere da due metri di distanza.
Il prodotto diventa pattern
Il riferimento è l'astrattismo geometrico di scuola Bauhaus: forme elementari, colore piatto, nessun'ombra, nessuna sfumatura. Ma le forme non sono astratte per gusto: sono i prodotti stessi, ridotti alla loro sagoma essenziale.
Il tarallo diventa un anello. La frisella un cerchio pieno. L'oliva un'ellisse allungata. Il pomodoro un disco. Ripetute, sovrapposte e incastrate su una griglia di rettangoli colorati, generano una trama che copre la scatola su tutti i lati senza un fronte e un retro.
La palette è mediterranea ma spinta: giallo sole, ocra, rosso, magenta e un marrone scuro che fa da fondo e da contorno. Sono cinque colori saturi che sulla scatola in cartone ondulato — supporto poroso, che smorza sempre la stampa — arrivano con la forza giusta.
Un'icona per capire cosa c'è dentro
Se il pattern è identico su tutta la linea, serve un modo per distinguere i prodotti. La soluzione è una fascetta in carta kraft che avvolge la scatola: carta grezza, non stampata a colori, con il nome del brand composto in un serif classico e — sotto — una singola icona geometrica.
L'icona è tratta dallo stesso alfabeto di forme del pattern, isolata su fondo neutro. Diventa un codice: chi ha già comprato una volta riconosce il prodotto dalla forma prima ancora di leggere il nome.
- Anello giallo — Taralli
- Cerchio pieno — Rustico
- Quadrato rosso — Cotognata
- Sagoma di bottiglia — Primitivo
Perché la fascetta è di carta grezza
Il contrasto tra i due materiali è la parte più importante del progetto. Il pattern saturo che copre la scatola dice contemporaneità, energia, scaffale. La fascetta kraft, opaca e monocroma, riporta il prodotto alla sua natura artigianale.
Messi insieme, i due registri si legittimano a vicenda: la geometria impedisce alla confezione di sembrare l'ennesimo souvenir, la carta impedisce alla geometria di sembrare industriale. È anche la ragione per cui le informazioni obbligatorie e i nomi dei prodotti stanno tutti sulla fascetta: si può cambiare il contenuto della linea senza ristampare le scatole.



