
CHIOSCO THOJE
Per il Chiosco Thoje di Pescoluse, sulla costa del Salento, abbiamo rinnovato il logo scegliendo il blu come richiamo al mare, con forme morbide e arrotondate che ricordano gli elementi tipici dell'estate: onde, sole, acqua. Il logo è diventato anche insegna, e attorno a esso abbiamo costruito gli elementi decorativi del chiosco — cartelli coordinati, frasi e poster, menù e listini prezzi — fino a un tris gigante da spiaggia, coerente con un tono di voce simpatico e divertente e pensato per far giocare gli ospiti. Per il chiosco curiamo anche la comunicazione social, con contenuti che puntano su leggerezza, convivialità e amicizia, e le campagne advertising su Google e Meta.
Cliente
Chiosco Thoje — Pescoluse (LE)
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Il lettering: una parola che si comporta come un'onda
«Thoje» è disegnato a mano, in un corsivo pieno di ascendenza anni Settanta: aste gonfie, contrasto nullo, occhielli che si chiudono in ricci. Nessuna lettera ha un angolo.
La mossa che regge tutto è la «T»: il suo traverso si allunga in uno swash che scavalca le lettere successive e ricade dall'altra parte, disegnando la curva di un'onda sopra la parola. Sopra, in un sans più piccolo e composto, sta «Chiosco» — che tiene a terra il resto e impedisce al lettering di diventare pura decorazione.
Un solo blu, dalla facciata alla sabbia
Tutta l'identità sta su un unico blu elettrico, con il bianco a fare da fondo. È una scelta obbligata dal contesto: sulla spiaggia di Pescoluse ci sono già la sabbia, il mare, il cielo e gli ombrelloni di venti colori diversi. Aggiungere una palette avrebbe significato sparire.
Un colore solo, saturo, si riconosce da lontano ed è l'unica cosa che tiene insieme oggetti fatti di materiali molto diversi: il muro dipinto, il legno, la carta stampata, lo schermo del telefono.
Il logo diventa insegna, poi arredo
Il marchio non è stato consegnato come file e basta: è stato riportato dipinto sulla facciata bianca del chiosco, alla scala dell'architettura. Da lì è sceso su tutto il resto — cartelli coordinati, frasi e poster, menù e listini prezzi.
È il passaggio che distingue un restyling da un progetto di identità: gli stessi elementi che stanno su un listino A4 devono reggere anche a tre metri di larghezza su un muro, e viceversa.
Il tris gigante, ovvero il tono di voce diventato oggetto
Il pezzo più riconoscibile del progetto è un tris in formato gigante costruito per la spiaggia: assi di legno bianche a formare la griglia, dischi blu e croci bianche come pedine.
Accanto sta il poster che gli dà senso: «Think outside the box», con la fila vincente tracciata in arancione — l'unico accento cromatico di tutto il progetto — che esce dai riquadri invece di restarci dentro.
Non è un gadget promozionale: è il tono di voce del brand — simpatico, conviviale, che invita a giocare — reso in una cosa che gli ospiti usano davvero mentre aspettano l'ordine. E, non secondariamente, produce contenuti fotografici da solo.
Social e advertising, in continuità
Per il chiosco curiamo anche la comunicazione, con contenuti che puntano su leggerezza, convivialità e amicizia più che sul prodotto in sé, e con le campagne pubblicitarie su Google e Meta.
È una gestione stagionale nella intensità ma continua nell'impostazione: gli stessi elementi visivi dell'insegna e dei cartelli tornano nei post, così che chi arriva dal telefono riconosca il chiosco quando ci si trova davanti.



