
OSTERIA DEL MARE
Le linee degli archi del Duomo e i doni del mare sono stati d'ispirazione per il rebranding di Osteria del Mare per la quale abbiamo creato un dialogo visivo tra territorio e sapori, curando ogni dettaglio dai biglietti da visita alle tovagliette.
Cliente
Osteria del Mare — Amalfi
Servizi
Il contesto: un'osteria di mare ad Amalfi
Osteria del Mare sta ad Amalfi, in una delle piazze più fotografate d'Italia. È una condizione che sembra un vantaggio e invece è un problema di identità: in un luogo dove ogni insegna deve gridare per farsi notare dai passanti, la tentazione è aggiungere — reti da pesca, timoni, caratteri corsivi, tutto il repertorio del ristorante di mare.
Il rebranding è partito dalla direzione opposta. Togliere, fino a restare con due soli riferimenti e un solo colore.
Due riferimenti, un solo segno
Il primo riferimento è architettonico: gli archi acuti del Duomo di Amalfi, la geometria che chiunque associa a questa città senza doverla spiegare. Il secondo è il contenuto del piatto: il pesce.
Il pittogramma li fonde in una figura sola. Un arco a sesto acuto che, letto un istante dopo, è la sagoma di un pesce visto di fronte. Non è un logo che illustra il ristorante, è un logo che colloca il ristorante: dice «mare» e «Amalfi» nello stesso tratto, senza scrivere né l'una né l'altra parola.
Il lettering che lo accompagna è disegnato, non scelto da catalogo: OSTERIA DEL MARE su tre righe, con gli asterischi a stella che scandiscono la riga centrale e la dicitura AMALFI in coda, piccola, come una firma.
Il pattern: due pesci e nient'altro
Dal pittogramma nasce la trama che riveste tutto il resto. Due sole figure — il pesce visto di lato, allungato, e il pesce-arco visto di fronte — ripetute in una griglia irregolare che alterna orientamenti e distanze.
Il pattern esiste in due versioni speculari: blu su bianco e bianco su blu. È l'unica variabile del sistema, e basta a coprire tutti i supporti senza che due oggetti sembrino uguali: la tovaglia in negativo, il tovagliolo in positivo, il bordo del piatto con la sola fila di pesci laterali.
Un solo blu, e il bianco
Tutta l'identità sta su due colori: un blu navy profondo e il bianco. Nessun azzurro, nessuna gradazione intermedia, nessun accento caldo.
È una scelta che si paga in varietà e si ripaga in riconoscibilità. Su un tavolo apparecchiato — piatto, tovagliolo, runner, menù, biglietto — il blu è lo stesso identico blu, e il servizio si legge come un oggetto unico anziché come una collezione di stampati.
Dove arriva l'identità
Il progetto è stato pensato per la sala prima ancora che per la comunicazione: il cliente incontra il brand mentre mangia, non mentre naviga.
- Menù stampato su carta a grana grossa, incorniciato per l'esposizione all'ingresso
- Mis-en-place completo: runner, tovaglioli e piatti con bordo decorato
- Biglietti da visita fronte-retro nelle due versioni del pattern
- Packaging per l'asporto coordinato al servizio in sala


